Zoncolan, il ‘modello sicurezza’ ha funzionato e potrà essere riproposto

Soddisfatto il Questore Cracovia, che per i controlli si è avvalso di forze dell’ordine, volontari e società private

«Tutto è andato molto bene, quella dello Zoncolan è stata una festa dello sport e di popolo». Parola di Claudio Cracovia, Questore di Udine, che ha sottolineato come le tappe friulane del Giro d’Italia, e quella che ha coinvolto la salita del Kaiser in particolare, sia andata nel migliore dei modi anche sotto il profilo della sicurezza. Proprio su questo aspetto si è concentrato il lavoro del responsabile del Comitato di tappa, Enzo Cainero, con la Questura di Udine, dopo che la direttiva Gabrielli ha reso più stringenti le norme di controllo in occasione degli eventi pubblici.

MIX PUBBLICO PRIVATO PER LA SICUREZZA – A garantire la sicurezza alle migliaia di spettatori che hanno raggiunto lo Zoncolan ci ha pensato un team composto da forze dell’ordine, alpini, volontari della Protezione Civile e del Soccorso Alpino, associazioni sportive e d’Arma oltre a società di vigilanza privata. Nello specifico della video sorveglianza e dei controlli con il metal detector si sono occupati la Md Systems e la Omnia Secura. Un meccanismo che ha funzionato anche grazie alla pazienza e alla disponibilità di tutti gli appassionati di ciclismo, che si sono sottoposti alle verifiche senza battere ciglio. Ora quanto avvenuto in Friuli per il Giro d’Italia potrà ‘fare scuola’ per gli altri eventi di massa previsti non solo in regione, ma nel resto d’italia.